mercoledì, 20 agosto 2008
Ti ho osservato da vicino non appena ne ho avuto l'occasione. Un oceano di dettagli che ai miei occhi risaltano, rendendoti così tangibile ed attraente. La semplicità dei tuoi gesti e dei tuoi pensieri mi comunica un inusuale senso di serenità. Tuttavia ho come l'impressione che siano molte le cose che ci tengono distanti, non ci siamo "presi" per così dire... o almeno non ancora. Alcune cose mi hanno dato parecchio da pensare... tutti quegli intrecci, tutte quelle crepe, ma la verità è che non si può fermare la rabbia, non le si può impedire di fare il suo corso e di attraversarti, di lasciare segni. Quando lo capirai allora anche tu potrai uscire dal limbo in cui ti trovi. Solo tu puoi cambiare direzione, per quanto questo possa suonare scontato...sempre che il tuo desiderio sia sincero; hai mai desiderato qualcosa ad alta voce? Sono quei momenti in cui vorrei tanto poterti leggere nel pensiero, o magari chissà, forse il mio istinto è più che sufficiente...
Non ero mai stato al ristorante cinese in vita mia, a casa è come un taboo a causa di alcune intolleranze alimentari, ma non è che mi fossi perso chissà cosa fno ad ora. E' buffo, volevo approfittare della serata per dire ad A. quanto la sua amicizia sia importante per me in questo momento, ma in mezzo agli aneddoti e alle risate, me ne sono scordato; il fatto è che guardandomi intorno ho notato che ci sono altre persone che hanno avuto le mie stesse difficoltà, o meglio, altre persone che hanno reagito a certe problematiche allo stesso mio modo: una chiusura ermetica nei confronti del resto del mondo, un imponente vortice di amarezza e senso di rivalsa. Da un lato mi viene da sorridere se ci ripenso, ma mi torna utile essere in grado di capire finalmente come gli altri percepissero questo mio modo di essere sempre così impenetrabile e apparentemente distaccato. Non è facile naturalmente ma questa è la realtà; ci sono momenti in cui nessuno può veramente aiutarti, persino una pacca sulla spalla può diventare superflua. Dicono che bisogna toccare il fondo per poter risalire ed è proprio vero...a volte l'unica soluzione è aiutarsi da soli.
sabato, 16 agosto 2008
Non potevo non accorgermene.
Quella sera non c'era soltanto la pioggia a toccarmi. Non c'erano solo dei ragazzi intorno a me. La realtà è che ho come rivisto me stesso per un attimo. Un salto indietro nel tempo: in un momento in cui andavo avanti a tentoni e non sapevo bene dove sbattere la testa. Erano le prime scoperte e le prime amarezze, le prime volte in cui scontrarsi con la realtà e avere a che fare con il fatto che non tutto potesse essere sotto il mio controllo mi bruciava enormemente. I primi passi di un'evoluzione insomma. Ad un tratto mi sono ritrovato in un contesto completamente nuovo e le cose sono iniziate a girare come avrebbero sempre dovuto, come era nella normalità; tante persone e personalità attraenti ciascuna in maniera differente.
Luglio è stato più duro ed intenso di quanto potessi immaginare e anche di quanto certe persone intorno a me possano credere. Ma loro non sono abbastanza sensibili ai miei problemi, hanno altro per la testa e forse è meglio così, mi riuscirebbe difficile dover gestire i "buoni samaritani" veri o presunti che siano...ma in fondo loro sono solo delle "comparse" nella mia vita, pur non negando che mi abbiano dato qualcosa umanamente parlando. Però quella sera ero presente, li ho visti e li ho sentiti; nessuna parola a dire il vero, ma ho avvertito la delusione di uno e l'insoddisfazione dell'altro. Entrambe mi hanno attraversato. In un certo senso la situazione è più semplice di quel che sembra: scocca la scintilla ma solo da una parte; è difficile rapportarsi al rifiuto. Per alcuni è un qualcosa di quotidiano e semplice da gestire, per altri invece è un vero e proprio trauma...una montagna da scalare. Quella sera ho visto, quasi per caso, quello sguardo che tradiva la difficoltà nell'affrontare il rifiuto.
Mi ha riportato a quando ero io in quella scomodissima posizione, a quando non riuscivo a capire che certe cose davvero non si possono forzare. E' buffo, tutti sanno che non si può piacere a tutti...è una cosa che si sente dire spesso, ma quanti davvero hanno afferrato il concetto? Intorno a me un sacco di persone fanno a gara per poter cambiare se stessi il più in fretta possibile solo per poter vincere uno spazio nel cuore o nella memoria di qualcuno; è un meccanismo arcaico che prima o poi coinvolge ognuno di noi. Il desiderio talvolta ci spinge a fare cose che altrimenti non faremmo e soprattutto ci fa vedere le persone sotto un'altra luce. Il desiderio può essere pericoloso quando ci si perde in esso, quando non si riesce a mantenere un minimo di raziocinio. Non potevo non provare un minimo di empatia ed un briciolo di compassione per chi ha sperato a squarcia gola quella sera, d'altronde io l'ho fatto per così tanto tempo in silenzio.
mercoledì, 13 agosto 2008
sottotitolo: I stood too long in the way of the door
Nonostante tutto quello che è successo in questo ultimo periodo, nonostante tutte le persone che ho conosciuto ultimamente, nonostante tutti gli sforzi che ho fatto per cercare di rompere la barriera che mi separa dal resto del mondo...bè nonostante tutto penso di non essermi mai sentito così solo ed è assurdo scriverlo su un blog perchè qualcuno se ne accorga.
lunedì, 11 agosto 2008
Alla fine mia madre ce l'ha fatta. E' riuscita a convincermi a sottopormi ad un delicato intervento cutaneo di alto livello che io ho sempre tentato di evitare come la peste...una pulizia del viso insomma. Ho sempre cercato di tenere le cure estetiche al di fuori della mia vita, anche perchè francamente ho sempre avuto priorità di tutt'altro genere, ma ultimamente mia madre mi stava davero con il fiato sul collo; Ma guarda quanti punti neri qua, ma guarda che pelle sciupata là ...mica vero, ma le madri fanno sempre dell'esagerare virtù e poi mica posso limitarmi a fingere di ascoltarla tutta la vita! Così dopo ore a decantarmi i benefici di una pulizia del viso all'anno (che a sentire lei a momenti sconfigge pure la fame nel mondo) ho ceduto passando al lato oscuro della forza. In realtà a convincermi è stato più il fatto che mi chiedesse solo trenta eurI per una pulizia comprensiva di linfodrenaggio e stimolazione dei meridiani facciali comunque sono rimasto soddisfatto.
Adesso anch'io posso dire che ho la faccia come il culo, proprio come Berlusconi. Mica cazzi eh!
giovedì, 07 agosto 2008
Caro diario anche la stagione estiva ormai sta per giungere al termine. Ti confesso che ultimamente le cose sono cambiate parecchio ed io mi sento meglio.
Puoi ritenerti fiero di me, sebbene la strada sia ancora lunga, ho già fatto grandi passi avanti.
Sai una cosa? Guardandomi indietro, soprattutto guardando a tutti i nodi da me districati, sono riuscito a capire molte cose delle persone. Essere più consapevole mi ha reso anche più compassionevole, più ragionevole; ultimamente mi sento più simile a te mio caro diario: sto imparando ad ascoltare. La gente è strana...così si dice spesso...a dire il vero è buffo, parlare della "gente" significa parlare di tutti e di nessuno, ma tu sai bene mio caro diario quanto per le persone sia importante dare un nome alle cose, dopo tutto che alternative abbiamo? A quanto pare non sono i nostri sensi le uniche cose che ci rendono schiavi in questa società. Trovare qualcuno che ci ascolti e che si sforzi capirci andando oltre le solite barriere non è cosa facile, ma tu mi conosci e sai che quando mi metto in testa qualcosa non demordo facilmente. Non perdo la speranza, a questo punto non potrei onestamente, ritengo che questo mondo abbia troppo da offrire per chiudersi in se stessi come facevo un tempo. Ci sono talmente tante le sfaccettature da considerare e ciò richiede altrettanto tempo e volontà.
Ho capito dove stava l'errore; E' alquanto ironico, dopo aver abbandonato l'ossessione di scovare cosa non andasse bene in me, dopo aver interrotto questa continua tortura autoinflitta come se ci fosse qualcuno a decidere della mia sorte in maniera irrevocabile, ho capito finalmente dove sbagliavo. Anche questa volta avevi ragione tu ed io ho penato parecchio per poter capire, pur trattandosi di un concetto molto semplice. Ho iniziato a mettere in pratica il tuo insegnamento mio caro diario, perchè in fondo è vero: bisogna adattarsi; questa è la prima necessità per affinchè io possa vedermi meglio allo specchio e per far sì che il mio riflesso non mi sia antagonista. A tal proposito ho deciso di mettermi in discussione per davvero. Certo alle volte è difficile, vedo cose che fatico a digerire, molte situazioni in cui difficilmente riesco ad immedesimarmi...eppure resto a testa alta perchè non vi è vergogna nell'essere se stessi quando si è in buona fede.
martedì, 05 agosto 2008
Il vero cambiamento dopo la fine del liceo non riguarda l'essere adulti e maggiorenni, la patente o il diritto di voto; la vera novità è che finiti gli anni in cui sei sulle spalle dei genitori campando di rendita e facendo, in parole povere,
quel cazzo che ti pare (q.c.c.t.p.), il tempo vola. Non fai in tempo a fare la dichiarazione dei redditi a giugno che già l'estate si appresta a finire. Anche luglio ci ha abbandonati. Ieri sono andato a pranzo da mia nonna, fa sempre piacere vedere che alcune cose non cambiano mai. Gli anziani hanno dei chiodi fissi che sono davvero difficili da smuovere; sarà l'età o magari la tipica mentalità del secondo dopoguerra...ma non c'è niente da fare. Andare a trovare i nonni è un pò come sfogliare il necrologio sul quotidiano:
-
ma lo sai chi è morto?
- no, chi è morto?
- il marito della signora Adalgisa!! Pensa! Aveva solo ottantuno anni...
- come sarebbe a dire "solo" ?!
-
massì solo! è morto giovane eh! Che adesso arriviamo tutti a cent'anni poi...
- bè insomma, ci saranno una quindicina di casi in tutt'Italia, io credo che passati i settanta diventi ufficialmente vecchio
-
ma smettila, vorresti dire che io a settantasei anni sono vecchia?
- ...
-
comunque ti dicevo della signora adalgisa...
- nonna non ho idea di chi sia questa qui
-
ma come, non ti ricordi l'Adalgisa? Quella che aveva quel bar quando tu andavi all'asilo?
- ero piccolo dai...mica posso ricordarmi tutto il vicinato!
E poi c'è il consolidato disprezzo nei confronti di Berlusconi, gli stranieri, la moneta unica, i benzinai self-service ed i cibi precotti.

Già, fa proprio piacere vedere che alcune cose non cambiano mai, come per esempio i due episodi della signora in giallo all'ora di pranzo sulla rai; quella serie c'è da una vita ma francamente non so se Angela Lansbury sia ancora viva, visto e considerato che aveva mille anni quando io ne avevo appena dieci
Odia forse anche lei Berlusconi? Sarà in grado di fare benzina al self-service?
Detta francamente non capisco come quel telefilm abbia avuto così tanto successo, urge un'analisi approfondita del fenomeno. La storia se non ricordo male si svolge in gran parte in una cittadina fittizia di nome Cabot Cove, affacciata sull'oceano atlantico. Ogni episodio è prettamernte identico al precedente; la vecchia rompicoglioni non può stare a casa a fare la maglia come le sue mummie coetanee -no- deve andare a trovare un amico o uno dei suoi svariati cugini. Nel momento in cui arriva si presenta anche una tremenda quanto fatale dose di sfiga e
qualcuno muore, per la gioia delle pompe funebri della città che sicuramente avranno un fatturato annuo di infiniti mililioni di $. Beati loro, in fondo da piccolo anch'io desideravo fare il becchino, ma andiamo oltre. Alla fine emerge che l'elevato tasso di mortalità di questa cittadina sia dovuto interamente a Jessica Fletcher (questo è il suo nome), che non fa altro che seminare la sfiga ed il terrore in tutto il mondo, in aggiunta allo scrivere demenziali libri gialli di quart'ordine. In ogni puntata è lei a risolvere il caso di omicidio, complici sceriffi ed ispettori con la terza media e quella sua innata perspicacia, che per alcuni si tratta di un mero volersi fare
i cazzi degli altri ma sorvoliamo, sono solo dettagli. Inoltre mi meraviglia l'enorme quantita di amici che ha, vista la iella che porta quella befana. Resta anch'esso un mistero da risolvere poi se la nomea di "signora in giallo" sta ad indicare che la tizia scrive libri gialli, che ci sono gialli da risolvere o semplicemente che l'attempata signora è in realtà un tantino
incontinente...oppure perchè no, tutte e tre le cose insieme.
lunedì, 04 agosto 2008
sottotitolo: call me 'tide is on your side'...anything that you want.
Sono stato un idiota. Voglio tornare indietro e porvi rimedio. Mi è stato sempre detto che l'erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del re, ma il mio desiderio è grande anzi...immenso.
E' anche vero che indietro non si torna, dal passato si può soltanto imparare ma se ripenso a quegli sguardi consapevoli, tutto quell'affetto irrealizzato sprecato e quella spavalderia che ti accompagnava...
Tutte quelle volte in cui ho evitato di guardare "certe" persone negli occhi.
Tutte quelle volte in cui pur essendone convinto, non sono riuscito a far valere la mia personalità.
La verità è che una bacchetta magica per spazzare via dubbi, sofferenze ed incertezze non sarebbe sufficiente, io voglio ferirti. Voglio vederti rimanere vittima della tua stessa indifferenza e voglio vederti circondato dal disprezzo. I tuoi occhi devono spegnersi come un tempo hanno fatto i miei.
Tu non conosci il sapore delle lacrime men che meno sai cosa si prova a camminare sull'orlo del precipizio.
Forse pensi di sapere, ma davvero non ne hai la minima idea.
Così la pensa MrZebra a proposito di
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mercoledì, 30 luglio 2008
Esistono giornate no e giornate assolutamente no, e vista la storia di questo blog, suppongo che non ci sia nemmeno bisogno di dire quale tra le due io abbia vissuto oggi. Un'autentica tragedia greca, ma senza altrettanto tragiche morti (per il momento), nè applausi per il finale.
Perchè ovviamente se mentre sei al lavoro pensi di irrompere nell'ufficio del tuo capo e licenziarti per ben 7 volte in venti minuti bè...c'è decisamente qualcosa non va.
Ripensandoci, la riforma della giustizia non sarebbe poi una cattiva idea se rendesse il colleghicidio un reato non perseguibile a norma di legge, vero? Perchè bisogna ammettere che alcuni ci provano. Sì, alcune persone cercano di fare sempre del loro meglio, soprattutto nel rompere i coglioni. Una buona fetta delle persone con cui faccio finta di lavorare sanno come rendersi insopportabili un giorno sì e l'altro pure...Non c'è da stupirsi se da un giorno all'altro mi dovessi ritrovare avvolto in ua tunica color cacca di bradipo urlando "tu non puoi passare!!!!" Ah no un momento...quello era il signore degli anelli!
Ad ogni modo aveva ragione la cara vecchia A. nel dire che se ci sono due cose che nella vita non si possono scegliere sono proprio i parenti ed i colleghi. Poco male mi verrebbe da pensare, c'è pur sempre l'arsenico. Ho l'impressione che le persone intorno a me non si siano affatto accorte del mio cambiamento, della mia crescita; per certi versi sono una persona diversa da prima. Questo stesso giorno dell'anno scorso ero una versione peggiore di me stesso, era l'unica cosa che in quel preciso momento potevo permettermi di mostrare agli altri. E poi ci sarebbe quella cosa che mi irrita nel profondo del mio intestino tenue. E non sto parlando dei crauti questa volta, ma della presunzione di certa gente che non riesce mai ad ammettere di avere torto, non riesce a capire che lo scherzo è bello finchè dura poco...e alla fine dei giochi sono sempre io quello a cui vengono imputati mille difetti.
"You see you always find my faults faster than you find your own..."
Forse è normale sentirsi leggermente upside down quando lavori per un uomo alto 1.63x100chili che non fa altro che vantarsi di una carriera sportiva che può avere avuto soltanto nella sua fervida immaginazione, e millemila casi umani che rendono il tutto simile ad un percorso ad ostacoli. Ma tant'è.
Questa settimana -come se già non ci fosse troppa carne al fuoco- è anche tornato il caldo soffocante.
Per la cronaca, pur non essendo un grande fan del caldo, non ho problemi a sopportarlo però ecco...ci mancava solo quella cazzo di afa. Mi consola almeno il fatto che è la mia ultima settimana di lavoro prima delle ferie d'agosto. Che poi io detesto il mese di agosto, con tutto il cuore. Fosse per me lo si potrebbe anche estinguere, passando direttamente a settembre.
lunedì, 28 luglio 2008
Era già da tempo che la notavo, erano settimane ormai che trascorrevo le mie serate in quel bar. Gli ingredienti erano sempre i soliti: luci soffuse, del buon whisky e tanta amarezza. Non so invece da quanto anche quella donna frequentasse il bar ma a giudicare dai modi gentili con cui veniva servita doveva essere un'abitudinaria. Chissà se è impagnata, mi domandai.
Già l'essere impegnati...dover rendere conto a qualcuno di importante, desiderare di passare tutto il tempo disponibile accanto al partner senza mai sentire il peso del compromesso. Quando iniziavo a costruire castelli in aria capivo che era il momento di un altro giro di liquore. Le serate trascorrevano tutte uguali da quando mia moglie se ne era andata. Quando si è piccoli si pensa sempre che se qualcuno ti dovesse mai abbandonare, si tratterebbe quasi certamente dei genitori; poi cresci e ti rendi conto che non si può più dar nulla per scontato e che l'opportunismo e l'eccessiva stima di sè possono portare anche il più caro dei tuoi amici a prendere quella decisione...è la solitudine, in seguito, a prendere il posto della persona amata che ti accompagna giorno dopo giorno; il tempo rallenta mentre ci si chiede cosa sia andato storto e cosa ci sia di sbagliato in noi, nel frattempo le lacrime scorrono sul viso come l'alcool nelle vene. E così un pò per questo e un pò per noia, mi trascinavo in quel locale tutte le sere dopo lavoro.
Non ci ero mai stato prima, non lo conoscevo neppure; forse il fatto che l'insegna sembrasse rivolta a me o forse l'atmosfera di indulgenza che là dentro...forse era semplicemente normale che una persona nella mia situazione lo frequentasse. era un piano bar, semplice e sobrio. Ho sempre pensato che un locale fosse fatto prettamente dalla gente che vi si reca e il Long goes the night mi dava ragione su tutta la linea. Non c'era bisogno di un arredamento all'ultimo grido o di cameriere avvenenti, l'atmosfera di ospitalità era più che sufficiente, unita ad un barista con gli attributi che non lesinava nemmeno sul ghiaccio. Poi la vidi. Una donna che in qualche modo aveva attirato la mia attenzione.
Non era bellissima e probabilmente fuori da quel contesto non mi ci sarei soffermato più di tanto ma aveva un che di aristocratico e umile allo stesso tempo, stranamente silenziosa. Probabilmente era quello a farla risaltare così tanto in mezzo alla gente, il suo silenzio: si limitava a lanciare sguardi e qualche sorriso ma nulla più. Doveva avere tanto da raccontare - pensai dopo un mese passato a bere e a farmi domande senza senso su di una sconosciuta; sono sempre stato un uomo molto curioso. Tra un pensiero senza nè capo nè coda e un sorso di whisky con ghiaccio mi intrattenevo spesso con il pianista del locale, un uomo sulla sessantina simpatico e chiacchierone; in quel periodo avevo talmente poco da dire, sapevo che mi avrebbe fatto bene stare a sentire un pò cosa avessero da dire gli altri. Naturalmente andavo anche per sentire un pò di buona musica e il suo repertorio era davvero vasto, dala classica al jazz, due generi che non potrebbero essere più distanti sia culturalmente che per collocazione storica. Ma d'altronde la passione di quell'uomo era la musica, lui viva per suonare e non il contrario, cosa che io potevo solo invidiare oltre che ammirare. Ad essere onesto non ero sicuro di sentirmi completamente a mio agio nel sentirlo suonare, tutta quella passione che io avevo perso ormai da tempo...ecco un altro momento azzeccato per un bis del "solito con molto ghiaccio", ma del resto quando non lo era?
Una sera di inverno trovai il locale pieno con mia somma sorpresa e mi dovetti sedere al bancone. Dopo circa un quarto d'ora anche la donna misteriosa mi raggiunse, avendo trovato il solito tavolo occupato. Mi incuriosì la confidenza che c'era tra lei ed il barista, che appena la notò, non esitò a prepararle un martini. Non ha nemmeno aperto bocca, pensai tra me e me, ma non era affatto una novità. Non usciva mai nemmeno un sibilo da quella bocca; mi ricordava molto Jean Harlow nei suoi anni migliori, così fine ed affascinante nella sua semplicità, priva di sbavature. Ancora prima che me ne rendessi conto stava già sorseggiando il suo martini ed io ero intrigato da ogni suo movimento. All'improvviso si accorse della mia presenza, ma soprattutto si accorse che la stavo fissando. Avrà pensato che io fossi un malintenzionato, è il minimo. Così per contenere la situazione di imbarazzo per entrambi decisi di buttare qualche frase quà e là per rompere il ghiaccio, anche se il mio era già bello che sciolto. Dunque mi presentai. Il suo sorriso compiacente non tardò ad arrivare; non capivo il perchè di tanto silenzio anche se probabilmente si stava chiedendo chi fossi e cosa diavolo volessi. Faccia a faccia, ne aprofittai per scrutare meglio il suo viso; un trucco leggero ma ben definito avvolgeva quel suo viso dai tratti gentili e notai anche i suoi orecchini, in parte nascosti dai capelli. Sembrano di fattura particolare, forse d'importazione...mia moglie mi rimproverava sempre di dare peso a dettagli davvero inutili e aveva ragione; mi avvicinai di qualche centimetro per leggerne la marca: amplifon.
(che posso dire, a volte la pausa pranzo è così noiosa)
venerdì, 25 luglio 2008
Qualche migliaia di minuti fa questo blog è stato oscurato dal sottoscritto, volutamente.
Nonostante la vastità della blogsfera, è facile incontrarsi, è facile incontrare persone che preferiresti tenere al di fuori della tua casetta, lontano dalle tue sfere più intime ed inutile girarci attorno, per certi versi ho più cose da nascondere io che Bin Laden... Ad ogni modo a volte capita di lasciare una piccola finestra aperta ed ecco che accade l'irreparabile: quella che tu credevi fosse la tua privacy viene involontariamente (o volontariamente) messa in pericolo. Certo il metodo migliore per salvaguardare questa benedetta privacy sarebbe non pubblicare nulla e non tenere un blog, ma io penso che questa sia un'osservazione molto superficiale. Ultimamente il mio blog è cambiato parecchio (spererei in meglio), seguendo di pari passo l'evoluzione del suo autore; rileggendo cose nell'archivio mi sono un pò vergognato, e non tanto di ciò che scrivevo, ma del modo assolutamente privo di criterio con cui scrivevo...niente criterio, niente stile e niente struttura. Ho realizzato di essere stato blogger ancora prima di aprire questo spazio virtuale, ancora prima di misurarmi con i blog altrui; era la mia fantasia che innescava tutto questo, trame tessute dal mio inconscio che si perdevano nelle situazioni di tutti i giorni. C'era tutta la privacy che volevo nella mia testa ma mancava un elemento fondamentale: la fine, un finale concreto che ti permetta di chiudere un cassetto della tua memoria ed aprirne un altro, un risultato tangibile insomma...E aprii questo blog.
Chiaramente stare su internet mi faceva stare tranquillo, c'era la garanzia che l'anonimato mi permettesse di sentirmi libero di scrivere qualunque cosa, e col tempo trovai persino modi per non dover rimanere sul vago per sviscerare i miei pensieri; arrivavo dritto al nocciolo delle cose e in alcuni rari casi anche al nocciolo della mia persona, cosa che nessuno poteva realmente mettere in discussione, nè su internet nè da nessun'altra parte. To venus and no back comunque è uno spazio virtuale e desidero che rimanga tale, e con questo intendo mettere una linea di demarcazione tra il mondo virtuale e la realtà: le persone che mi circondano nella vita reale non sanno (e non devono sapere) del mio blog così come le persone che mi hanno "incontrato" su questa piattaforma non mi conoscono nella vita di tutti i giorni, e probabilmente la magia del mio blog (amesso che davvero ce ne sia una) finirebbe se lo facessero. Ovviamente ci sono delle eccezioni a questi miei principi, anch'esse volute dal sottoscritto.
Non si tratta di censura o di codardia, è il MIO blog. E' buffo perchè come concetto è davvero semplice: non si tratta di quello che c'è scritto su queste fredde pagine web, ma piuttosto del grado di intimità e delle sfaccettature della mia persona che scelgo di esporre...tutta una serie di cose che meritano la massima protezione da parte mia e il rispetto da parte di chi passa da queste parti.
F. è un blogger per caso. F. è una persona intelligente. F. fa parte del mondo reale, essendo lui un mio collega, quindi ho cercato di far sì che le due sfere non si intersecassero; credevo di non essere ancora pronto per un salto del genere, ma in alcuni casi ti accorgi di essere pronto quando , cadendo, resti illeso. Qualche migliaia di minuti fa F. ha trovato l'indirizzo del mio blog e l'ha letto tutto, lasciando un commento al post precedente, la cosa mi ha lasciato di stucco. Non sono riuscito a preoccuparmi di nulla, sebbene di segreti qui ce ne sono (per meglio dire erano) davvero tanti. Così ho pensato di rendere il blog privato per salvare il salvabile. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare la mossa è stata meno inutile del previsto: ho chiarito diverse cose, ma più con me stesso che con F.
Aveva ragione lui nel dirmi che chiudendo il blog facevo un torto soprattutto a me stesso.
Tutta questa noiosa pappardella insomma, l'ho scritta per dare il benvenuto ad F. nella mia casetta ma anche per sostenere con coerenza questo blog che, da un giorno all'altro, trovo sempre più bello.
Ps. e poi sono costretto a riaprire i battenti, viste le numerose lettere di protesta ricevute!! Onlythetruth aveva persino intenzione di lanciare una petizione: free mirko!
Così la pensa MrZebra a proposito di
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sfiga,
vi parlo di me,
post progresso,
sensibilizzazione sociale,
introducendo,
nei miei pensieri,
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